La fine del corpo

L’amore ai tempi del postumano

Un giorno Leo Longanesi scrisse che l’arte è un incidente dal quale non si esce mai illesi. La stessa cosa devo averla detta anch’io più volte riguardo all’amore in generale, che guarda caso è anche il tema di questo articolo.

La fine del corpo

Come diventare un oggetto

Qui è quando Salvador Dalì ha foderato una donna di cassetti come un comodino, Boccioni ha preso la testa di sua madre e ci ha ficcato dentro il telaio di una finestra, Allen Jones ha arredato casa con delle signorine vestite di latex e Sarah Lucas ha costruito un tavolo per vendicare il trauma.

La fine del corpo

Fatti a pezzi

Qualche giorno fa sono stata alla Gam di Torino per vedere la mostra su Carol Rama. Oggi è anche la notte di Halloween e parlare di corpi smembrati non mi sembra affatto male.

La fine del corpo

Carne cruda

Che si tratti di una bistecca di manzo o di quella che abbiamo addosso, messo nel contesto sbagliato un pezzo di carne può farci passare l’appetito.

La fine del corpo

Paesaggi corporei

Dopo averci portato a passeggio tra boscaglie di broccoli e sedani giganti, Carl Warner ha creato alture di ginocchia e di stinchi, pendii di deltoidi, pianure di addominali e deserti di schiene.

Space Age

Sporgenze

Vestirsi non significa solo ricoprire il corpo di tessuto. L’abito non è una carta da parati, l’abito costruisce. L’abito dà forma. O almeno una terza dimensione.

La fine del corpo

Sei modi per espandersi nello spazio

Come un tempo facevano notare Freud e Jung, l’uomo non ha mai abbandonato quel brutto vizio di pensarsi illimitato. Il nostro corpo ci è sempre andato stretto, e noi sentiamo il bisogno di diffonderci e dilagare; di essere ovunque nello stesso momento e quindi da nessuna parte in particolare.

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