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Non tutto il Dada vien per nuocere: corpi e cyborg nel primo dopoguerra

Dada: una parola che non vuol dire nulla, ma che ha incarnato un’epoca e l’arte d’avanguardia di due continenti. Un termine senza senso, come apparentemente tutta la produzione artistica che se ne fregiava, ma che nella rivendicazione del caos assoluto ha espresso meglio di chiunque altro il collasso dei nessi logici, gli effetti collaterali dei media e l’avvento dei cyborg.

Space Age

Metamorfosi o fotoritocco?

Gli effetti che ora si possono ottenere con i software di manipolazione delle immagini digitali hanno tra i loro parenti stretti svariati capolavori della storia dell’arte, e tra i loro concorrenti i designer Bart Hesse e Lucy McRae.