La fine del corpo

L’amore ai tempi del postumano

Un giorno Leo Longanesi scrisse che l’arte è un incidente dal quale non si esce mai illesi. La stessa cosa devo averla detta anch’io più volte riguardo all’amore in generale, che guarda caso è anche il tema di questo articolo.

La fine del corpo

Come diventare un oggetto

Qui è quando Salvador Dalì ha foderato una donna di cassetti come un comodino, Boccioni ha preso la testa di sua madre e ci ha ficcato dentro il telaio di una finestra, Allen Jones ha arredato casa con delle signorine vestite di latex e Sarah Lucas ha costruito un tavolo per vendicare il trauma.

La fine del corpo

Fatti a pezzi

Qualche giorno fa sono stata alla Gam di Torino per vedere la mostra su Carol Rama. Oggi è anche la notte di Halloween e parlare di corpi smembrati non mi sembra affatto male.

Wet ware

Alba e Graham

Nella storia dell’arte il postumano l’ha inventato Jeffrey Deitch con una mostra nel 1994: in generale il postumano è quello che succede ogni volta che l’uomo non accetta la forma che ha e cerca di crearsene una nuova. Alba e Graham sono le vittime incoscienti di questa triste storia.

Segue aperitivo

Anatomia creativa

Stasera a Venezia c’è Sissi affacciata a un balcone. Seguendo la sua voce si finisce a capofitto nel corpo, in un pazzesco viaggio dal cuore alla lingua. Nel corso del tour si imparano ad apprezzare: la dolce curvatura di una costola, le pareti lisce di un’arteria, la grazia di un ventricolo, il fremito sensuale del flusso sanguigno. E tutto senza pagare il ticket.

La fine del corpo

Carne cruda

Che si tratti di una bistecca di manzo o di quella che abbiamo addosso, messo nel contesto sbagliato un pezzo di carne può farci passare l’appetito.

Space Age

Metamorfosi o fotoritocco?

Gli effetti che ora si possono ottenere con i software più comuni hanno tra i loro parenti stretti svariati capolavori della storia dell’arte, e tra i loro concorrenti i designer Bart Hesse e Lucy McRae.

Space Age

L’emotività instabile degli abiti

Se negli ultimi anni siamo stati capaci di rendere responsive ambienti e pagine web, non c’è alcuna ragione per cui non possiamo farlo anche con gli abiti che indossiamo. Detto fatto, alcuni designer hanno già progettato dei capi d’abbigliamento capaci di agire e reagire senza chiederci il permesso.

Wet ware

L’avvento dell’uomo pupazzo

Per Oskar Schlemmer il mondo si divideva in due: uomini che funzionano come macchine e macchine che assomigliano agli uomini; ma non c’era nessun bisogno di decidere da che parte stare.

La fine del corpo

Paesaggi corporei

Dopo averci portandoto a passeggio tra boscaglie di broccoli e sedani giganti, Carl Warner ha creato alture di ginocchia e di stinchi, pendii di deltoidi, pianure di addominali e deserti di schiene.

Wet ware

Il corpo è abitabile

Correva l’anno 1993 e Stelarc fu invitato alla Triennale di Melbourne. Invece di mettere una bella scultura al centro di una piazza, pensò di ficcarsene una dentro lo stomaco, realizzando il primo monumento ingeribile della storia dell’arte.

Wet ware

Controllo remoto

In medicina gli esoscheletri vanno forte; nel mondo dell’arte invece non sembrano godere dello stesso ottimismo. La macchina che entra in gioco a soccorrere il corpo finisce per sopraffarlo: ciò che è stato creato per ristabilire un controllo presto ti controlla o, peggio, ti mette nella posizione di essere controllato.

Space Age

Sporgenze

Vestirsi non significa solo ricoprire il corpo di tessuto. L’abito non è una carta da parati, l’abito costruisce. L’abito dà forma. O almeno una terza dimensione.

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