Di cosa parlo

 

Che lo si concepisse come frutto della creazione divina o come il risultato di un’evoluzione biologica, il corpo è stato per secoli l’unica forma con cui l’uomo si è potuto identificare: il suo statuto è stato sempre quello di un involucro naturale e inevitabile.

Nell’età contemporanea invece il rapporto dell’uomo con il proprio materiale biologico si è fatto fluido e interattivo: le nuove tecnologie e i progressi della scienza hanno offerto gli strumenti per poterlo plasmare, potenziare e convertire secondo i nostri desideri, e all’occorrenza anche per potercene liberare.

Grazie a internet e alla realtà virtuale oggi possiamo concepire un corpo che sia interamente digitale, fatto soltanto di informazione. Il corpo contemporaneo può abbandonare il materiale organico, deperibile e reazionario, per diffondersi nella rete come puro pensiero, scavalcando i limiti dello spazio e del tempo e sfidando il rischio della dissoluzione.

Molti artisti contemporanei sono stati testimoni e precursori di questo processo con la loro ricerca sul corpo: Inanimanti cerca di raccontare questa storia sottolineando le affinità delle loro opere con le rivoluzioni scientifiche e culturali del nostro tempo. Per questo troverete anche articoli di moda, di realtà virtuale, di pittura e di tecnologie belliche, di performance art e di chirurgia non invasiva; in sintesi, troverete tutto ciò che nella cultura contemporanea sta trasformando il corpo umano in qualcosa di altro,  in qualcosa di postumano.

Per orientarvi troverete tre categorie:

“La fine del corpo” dedicata alle fatiche degli artisti che hanno anticipato, descritto, profetizzato la sparizione del corpo nel virtuale;

“Wet Ware”, materia umida, che riprende la definizione del corpo umano ideata da Minsky in risposta all'”hard-ware” che tutti conosciamo e tratta delle innovazioni tecnologiche e medico-scientifiche che si stanno progressivamente rimpiazzando la carne;

“Space Age” una simpatica panoramica di come l’industria del fashion sta cercando di vestire l’uomo del futuro.

Lo scopo di questo progetto non è soltanto aprire un dibattito sull’evoluzione del corpo, ma anche dimostrare che l’arte oggi non è autoreferenziale e aliena dalla nostra cultura, ma è ancora l’unica chiave per capirla.

16_Yves Klein Salto nel vuoto 1960 fotomontaggio di Harry Shunk

Yves Klein, Salto nel vuoto, 1960.