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Marte. Red passion

Quando si tratta di viaggi nello spazio i maschi alfa della Silicon Valley hanno tutti un solo obiettivo: salvare la razza umana dall’estinzione trovando nuove risorse da sfruttare. Ma è davvero il colonialismo ottocentesco è l’unica modalità possibile per approcciarci a pianeti sconosciuti? E’ possibile pensare a una dinamica non antropocentrica quando si tratta di relazionarci con l’ignoto? Quello che i capitalisti è un’impresa di conquista, per artisti e designer è l’occasione di un cambio di prospettiva.

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L’insostenibile mancanza di tatto. Quattro progetti tra arte e design

Studi scientifici hanno dimostrato quanto l’assenza di contatto fisico causata dal distanziamento sociale e dalle tecnologie digitali possa avere effetti non indifferenti sul nostro benessere psicofisico. La soluzione che consigliano gli esperti è fare tanto yoga e provare ad abbracciarsi da soli, ma l’arte ha trovato sistemi di gran lunga più convincenti.

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C’era una volta il Post Human. Jeffrey Deitch e una mostra di 30 anni fa.

Sono più di cinque anni che parlo di arte e postumano ma c’è voluta una pandemia per far sì che l’argomento iniziasse a riscuotere un po’ di successo. Quello che mi ha sempre penalizzato è la scarsissima conoscenza che si ha di questo argomento, che ancora oggi continua a generare fraintendimenti e mistificazioni. Ma cosa significa esattamente postumano e da dove è uscito questo termine? Com’è potuto accadere che si sia legato al mondo dell’arte? Scopriamolo insieme.

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Cinquanta sfumature di telepresenza. L’arte di esserci a distanza

A suon di videochiamate la presenza sta cedendo il passo alla telepresenza, cioè alla presenza a distanza resa possibile dalle tecnologie digitali. Ma sei sicuro di sapere come muoverti in questa nuova dimensione? Lo spazio digitale è più o meno reale di quello in cui sei seduto? E cosa succederebbe se non si trattasse di un ambiente ma del corpo di un’altra persona? Da almeno vent’anni l’arte sta cercando di rispondere a tutto ciò.

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Non tutto il Dada vien per nuocere. Corpi e cyborg nel primo dopoguerra

Dada: una parola che non vuol dire nulla, ma che ha incarnato un’epoca e l’arte d’avanguardia di due continenti. Un termine senza senso, come apparentemente tutta la produzione artistica che se ne fregiava, ma che nella rivendicazione del caos assoluto ha espresso meglio di chiunque altro il collasso dei nessi logici, gli effetti collaterali dei media e l’avvento dei cyborg.

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Estinguersi con stile: sei outfit per il post-Antropocene

Nel caso in cui la specie umana riesca a scongiurare l’estinzione e ad adattarsi con la sufficiente flessibilità a condizioni di vita radicalmente mutate, uno tra i problemi più urgenti che avremo sarà quello del guardaroba da indossare. Le ultime ricerche del design speculativo mostrano che la domanda “oggi cosa mi metto” nel post-Antropocene potrebbe assumere risvolti inaspettati.

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Quando nasce un amore (tra umani e robot)

In previsione di un mondo in cui Intelligenze Artificiali ed esseri umani proveranno le stesse emozioni, alcuni artisti stanno ipotizzando scenari in cui la nostra relazione con l’inorganico sia più distesa e costruttiva. Molti di loro espongono in questo momento a Eindhoven, all’interno di una mostra chiamata Robot Love.

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Chi dice donna dice danno

Alla fine degli anni Sessanta le carte erano tutte in tavola e il messaggio era già forte e chiaro: se pensate che le donne dell’arte siano qui a prepararvi il pranzo e tenervi calde le lenzuola avete proprio capito male.