La fine del corpo

C’era una volta il Post Human. Jeffrey Deitch e una mostra di 30 anni fa.

Sono più di cinque anni che parlo di arte e postumano ma c’è voluta una pandemia per far sì che l’argomento iniziasse a riscuotere un po’ di successo. Quello che mi ha sempre penalizzato è la scarsissima conoscenza che si ha di questo argomento, che ancora oggi continua a generare fraintendimenti e mistificazioni. Ma cosa significa esattamente postumano e da dove è uscito questo termine? Com’è potuto accadere che si sia legato al mondo dell’arte? Scopriamolo insieme.

La fine del corpo

Chi dice donna dice danno

Alla fine degli anni Sessanta le carte erano tutte in tavola e il messaggio era già forte e chiaro: se pensate che le donne dell’arte siano qui a prepararvi il pranzo e tenervi calde le lenzuola avete proprio capito male.

La fine del corpo

L’amore ai tempi del postumano

Un giorno Leo Longanesi scrisse che l’arte è un incidente dal quale non si esce mai illesi. La stessa cosa devo averla detta anch’io più volte riguardo all’amore in generale, che guarda caso è anche il tema di questo articolo.

La fine del corpo

Come diventare un oggetto

Qui è quando Salvador Dalì ha foderato una donna di cassetti come un comodino, Boccioni ha preso la testa di sua madre e ci ha ficcato dentro il telaio di una finestra, Allen Jones ha arredato casa con delle signorine vestite di latex e Sarah Lucas ha costruito un tavolo per vendicare il trauma.

La fine del corpo

Fatti a pezzi

Qualche giorno fa sono stata alla Gam di Torino per vedere la mostra su Carol Rama. Oggi è anche la notte di Halloween e parlare di corpi smembrati non mi sembra affatto male.

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Carne cruda

Che si tratti di una bistecca di manzo o di quella che abbiamo addosso, messo nel contesto sbagliato un pezzo di carne può farci passare l’appetito.

La fine del corpo

Paesaggi corporei

Dopo averci portato a passeggio tra boscaglie di broccoli e sedani giganti, Carl Warner ha creato alture di ginocchia e di stinchi, pendii di deltoidi, pianure di addominali e deserti di schiene.

La fine del corpo

Sei modi per espandersi nello spazio

Come un tempo facevano notare Freud e Jung, l’uomo non ha mai abbandonato quel brutto vizio di pensarsi illimitato. Il nostro corpo ci è sempre andato stretto, e noi sentiamo il bisogno di diffonderci e dilagare; di essere ovunque nello stesso momento e quindi da nessuna parte in particolare.

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