Fatti a pezzi

Qualche giorno fa sono passata alla Gam di Torino per fare un saluto a Carol Rama. Chi è Carol Rama un tempo lo sapevano meglio Duchamp o Picasso di molti critici italiani, eppure si sa, post mortem l’aura diventa più vivida, e fioriscono gli estimatori. Certo è che con quelle siringhe incollate sulle tele sporche,…

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Alba e Graham

Cos’hanno in comune un coniglio bianco e una medusa? La risposta a questa domanda ha smesso di essere nulla sedici anni fa, quando l’artista e docente dell’Istituto d’Arte di Chicago Eduardo Kac  decise che se un artista poteva lavorare usando escrementi, organi interni e protesi meccaniche, allora poteva anche mettersi a pasticciare con i geni.…

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Anatomia creativa

Fine del corpo biologico, inizia l’era del corpo emozionale. Lo annuncia Sissi affacciata a un balcone, alle persone stipate in un piccolo cortile veneziano. Al centro c’è la statua di una Niobe, il feticcio di un corpo classico, idealizzato, tradizionale. Integro. Un corpo da guardare solo da fuori, mentre sul balcone l’artista ci spiega che in realtà non c’è nessuno scarto fra dentro e…

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Carne cruda

Tutto ha inizio nel 1964, quando l’artista americana Carolee Schneemann decide di realizzare una sua personale versione di un’opera di action painting. In questa performance, ripetuta più volte con esiti differenti e mai troppo incoraggianti, uomini e donne in intimo danzano e si contorcono al centro di una tela stesa per terra, gettandosi addosso secchi di vernice e…

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Metamorfosi o fotoritocco?

Su Photoshop c’è un filtro che si chiama “dispersione”, con un paio di click permette di far esplodere i contorni di una persona in mille frammenti colorati. Con il filtro “a spirale” invece ci si può arrotolare la faccia come fosse una gomma da masticare. E poi c’è “mosaico”, che ci fa apparire come un tappeto…

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L’emotività instabile degli abiti

In questo secolo la parola d’ordine è responsive. Qualsiasi cosa con cui l’uomo ha a che fare deve prima di tutto essere adattabile alle circostanze e modellarsi sulle necessità di chi la usa. Niente deve essere uguale a sé stesso, la solidità non è più un valore da un pezzo: come Darwin amava ripetere, è la…

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L’avvento dell’uomo pupazzo

Per Oskar Schlemmer il mondo si divideva in due: uomini che funzionano come macchine e macchine che assomigliano agli uomini; ma non c’era nessun bisogno di decidere da che parte stare. All’inizio del Novecento la macchina era sulla bocca di tutti  e lo sarebbe stata ancor di più dopo la Prima Guerra Mondiale, quando le…

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