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Incontri ravvicinati

L’umanità non ha brillato nella gestione di un pianeta, figuriamoci due o tre. Parola di IOCOSE

Nel secolo della sesta estinzione di massa tra le tante cose in esubero ne abbiamo una in particolare: i post. Abbiamo il post-atomico, il post-fordista, il post-internet, il postumano naturalmente, e anche il Post-Fail. Di quest’ultimo si fa portavoce il collettivo IOCOSE, noto per aver hackerato un’installazione di Ai Weiwei alla Tate Modern e oggi impegnato a riflettere sulle narrazioni roboanti della New Space economy.

Ricerche

Marte. Red passion

Quando si tratta di viaggi nello spazio i maschi alfa della Silicon Valley hanno tutti un solo obiettivo: salvare la razza umana dall’estinzione trovando nuove risorse da sfruttare. Ma è davvero il colonialismo ottocentesco è l’unica modalità possibile per approcciarci a pianeti sconosciuti? E’ possibile pensare a una dinamica non antropocentrica quando si tratta di relazionarci con l’ignoto? Quello che i capitalisti è un’impresa di conquista, per artisti e designer è l’occasione di un cambio di prospettiva.

Ricerche

L’insostenibile mancanza di tatto. Quattro progetti tra arte e design

Studi scientifici hanno dimostrato quanto l’assenza di contatto fisico causata dal distanziamento sociale e dalle tecnologie digitali possa avere effetti non indifferenti sul nostro benessere psicofisico. La soluzione che consigliano gli esperti è fare tanto yoga e provare ad abbracciarsi da soli, ma l’arte ha trovato sistemi di gran lunga più convincenti.

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INBTWN-In Between. Nuovi modi di abitare gli spazi

Oggi viviamo in una condizione liminale al confine tra online e offline, indecisi tra la materialità fisica dei nostri corpi e lo spaesamento dato dalla possibilità di abitare una realtà remota. Da queste constatazioni è nato INBTWN – In Between il progetto che Claudia D’Alonzo ha curato per la Centrale di Fies: una rassegna di interventi artistici che riflettono sulla relazione che il corpo umano instaura con le nuove tecnologie.

Ricerche

C’era una volta il Post Human. Jeffrey Deitch e una mostra di 30 anni fa.

Sono più di cinque anni che parlo di arte e postumano ma c’è voluta una pandemia per far sì che l’argomento iniziasse a riscuotere un po’ di successo. Quello che mi ha sempre penalizzato è la scarsissima conoscenza che si ha di questo argomento, che ancora oggi continua a generare fraintendimenti e mistificazioni. Ma cosa significa esattamente postumano e da dove è uscito questo termine? Com’è potuto accadere che si sia legato al mondo dell’arte? Scopriamolo insieme.

Ricerche

Cinquanta sfumature di telepresenza. L’arte di esserci a distanza

A suon di videochiamate la presenza sta cedendo il passo alla telepresenza, cioè alla presenza a distanza resa possibile dalle tecnologie digitali. Ma sei sicuro di sapere come muoverti in questa nuova dimensione? Lo spazio digitale è più o meno reale di quello in cui sei seduto? E cosa succederebbe se non si trattasse di un ambiente ma del corpo di un’altra persona? Da almeno vent’anni l’arte sta cercando di rispondere a tutto ciò.

Ricerche

Non tutto il Dada vien per nuocere. Corpi e cyborg nel primo dopoguerra

Dada: una parola che non vuol dire nulla, ma che ha incarnato un’epoca e l’arte d’avanguardia di due continenti. Un termine senza senso, come apparentemente tutta la produzione artistica che se ne fregiava, ma che nella rivendicazione del caos assoluto ha espresso meglio di chiunque altro il collasso dei nessi logici, gli effetti collaterali dei media e l’avvento dei cyborg.

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Che mondo sarebbe senza Berlinde de Bruyckere?

Berlinde de Bruyckere è una di quelle artiste che aiuta a capire perché il brutto nell’arte contemporanea non solo è inevitabile, ma anche necessario. Fino al 15 marzo alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino è in corso una mostra monografica che mi permetterà di argomentare questo concetto.

Ricerche

Estinguersi con stile: sei outfit per il post-Antropocene

Nel caso in cui la specie umana riesca a scongiurare l’estinzione e ad adattarsi con la sufficiente flessibilità a condizioni di vita radicalmente mutate, uno tra i problemi più urgenti che avremo sarà quello del guardaroba da indossare. Le ultime ricerche del design speculativo mostrano che la domanda “oggi cosa mi metto” nel post-Antropocene potrebbe assumere risvolti inaspettati.

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7 mostre in 3 giorni: come perdere peso durante la Milano Art Week

Ci risiamo: maggio è alle porte e con lui lo spettro della prova costume, le insalatone, le corse al parco e la doppietta MiArt – Milano Design Week. Tra questi rimedi poche cose aiutano a eliminare i chili di troppo come la settimana dell’arte, con il suo mix letale di fiere ed eventi diffusi in tutta la città. Al grido di “do not try this at home” ecco tutto quello che sono riuscita a vedere.

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Essere Birgit Jürgenssen

In Italia, in questo clima primaverile fatto di feti di gomma, grida all’infanticidio, rigurgiti omofobi e manifestazioni di piazza, c’è un’oasi felice negli spazi espositivi della GAMeC di Bergamo. Qui ha appena inaugurato una mostra che dà molti spunti su cui riflettere, primo tra tutti il fatto che con la liberazione sessuale forse abbiamo cantato vittoria troppo presto.

Incontri ravvicinati

Mai sentito parlare di Juno Calypso?

Giovane fotografa londinese con un debole per il travestimento, in una decina d’anni si è creata un alter ego, ha comprato più prodotti di bellezza delle Kardashian messe insieme, è passata dagli hotel a ore ai bunker antiatomici e si è clonata in silicone per dimostrare un unico, fondamentale concetto: la bellezza non durerà per sempre, la beauty routine purtroppo forse sì.

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Quando nasce un amore (tra umani e robot)

In previsione di un mondo in cui Intelligenze Artificiali ed esseri umani proveranno le stesse emozioni, alcuni artisti stanno ipotizzando scenari in cui la nostra relazione con l’inorganico sia più distesa e costruttiva. Molti di loro espongono in questo momento a Eindhoven, all’interno di una mostra chiamata Robot Love.